Dal greco “ghiunè mastòs”, che significa “seni di donna”, con ginecomastia si intende una situazione fisica presente solamente negli uomini che consiste in uno sviluppo anomalo della ghiandola mammaria. Una condizione del tutto normale durante il periodo della pubertà, ma nel momento in cui  avviene un’atrofizzazione della ghiandola, si verifica un aumento volumetrico della stessa richiedendo in futuro un intervento chirurgico.
Questo aspetto fisico tipicamente femminile causa nel soggetto un disagio psicologico da non sottovalutare unito ad una sensazione di dolore nella zona mammaria.

Fonte di grande imbarazzo, quello della ginecomastia è una situazione molto comune che causa difficoltà nei rapporti interpersonali, sociali e intimi: difficilmente l’uomo che presenta un seno gonfio si mostra a torso nudo davanti ad altre persone in quanto la sua virilità potrebbe essere compromessa da questa caratteristica femminile.

La riduzione del seno maschile significa non solo ritrovare un’immagine maschile, ma tornare a vivere serenamente con il proprio corpo e a ritrovare la propria sicurezza e autostima.
Il problema è talmente sentito che il numero di maschi che si è sottoposto ad intervento chirurgico per eliminare questo difetto negli ultimi anni è infatti decisamente aumentato.
Alcuni dati, in Italia nel 2011 gli interventi per eliminare la ginecomastia sono stati 1.523, pari al 4.45% del totale, con un incremento di circa il 20% rispetto al 2010 .
Una tendenza che si registra non solo nel nostro Paese: negli Stati Uniti, per esempio, quello per eliminare il seno è il quarto intervento più eseguito tra gli uomini (17.645 interventi nel 2011 – American Society for Aesthetic Plastic Surgery) e l’Inghilterra, in cui il numero di operazioni è in crescita costante: rispetto al 2008 sono cresciute del 144% (dati Baaps, British Association of Aesthetic Plastic Surgeons ).